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Google sandbox

Cosa è la Sandbox si google

GOOGLE SANDBOX : la lista di attesa permanente. Cosa è ? come uscirne?

cosa è e come "combattere" questa lista di attesa permanente.

Prima di iniziare le spiegazioni, sono necessari alcuni chiarimenti:

  • La teoria di Google Sandbox è un TEORIA e come tale va presa: non ci sono conferme ufficiali da Google in questo senso, né osservazioni a lungo termine. è una teoria molto accreditata e provata empiricamente, ma sempre di teoria si tratta.
  • Sulla teoria di Google Sandbox si è iniziato a trattare nell'estate del 2004 ed ha trovato riscontri solo nel Febbraio 2005, in seguito ad un importante aggiornamento messo in atto da Google stesso.
  • Non potendo verificare con assoluta certezza la reale esistenza di questo Sandbox (lista di attesa permanente), ancora meno per quanto riguarda il suo funzionamento, diventa piuttosto difficile consigliare delle strategie o combatterne gli effetti.
  • Quasi tutto quello che la letteratura sul web oggi offre a proposito di Google Sandbox, rappresenta semplici congetture, assemblate da esperienze comuni e non da controlli o verifiche su larga scala.

Dunque, prima di iniziare, è essenziale puntualizzare ancora una volta quanto sia assolutamente indispensabile puntare ad una buona ottimizzazione del proprio sito, ad una buona campagna di web marketing e posizionamento, piuttosto che perdersi in soluzioni a problemi che forse problemi non sono…

Ci sono diversi modi di spiegare questa teoria del Google Sandbox e di studiarne gli effetti; essenzialmente il problema è semplice: diversi webmasters nel mondo hanno notato che nonostante abbiano ottimizzato al meglio i nuovi siti, ottenuto un buon numero di Link in ingresso e razionalizzato le pagine del sito, non ottengono nessun ranking (posizionamento) per le parole chiave impiegate.
Infatti la maggior parte dei dati raccolti, dimostra che dopo essere stati listati tra i risultati per un paio di settimane, le pagine vengono in seguito scartate o listate a livelli estremamente bassi.
Questa traccia è stata visualizzata per siti creati e messi online dopo il mese di Marzo 2004.
Alcuni l'hanno scampata, altri invece denunciano questo problema in maniera piuttosto importante.

In seguito a queste segnalazioni si sono sviluppate varie teorie di cospirazione dopo che diversi siti web hanno subito fluttuazioni continue di listing, per poi sparire completamente.
E' anche accaduto che alcuni siti ben posizionati abbiano perso il proprio ranking, mentre alcuni siti hanno in breve raggiunto posizioni ragguardevoli.
Un recente importante aggiornamento all'algoritmo di Google (popolarmente chiamato "allegra") ha evidenziato una sorta di esodo di diversi siti dal Google Sandbox e questa è stata forse la maggiore evidenza dell'esistenza di Google Sandbox ed ha permesso a diversi operatori SEO di prendere alcune contromisure.

Alcune possibili spiegazioni in relazione agli effetti di Google Sandbox

Una spiegazione comunemente accreditata in relazione a Google Sandbox è il fattore tempo: per il fatto che diversi siti si sono trovati in questa lista di attesa attorno a Marzo 2005 e ne sono apparentemente usciti in seguito all'aggiornamento di cui sopra, ha preso piede la teoria che Google Sandbox fosse strettamente legata al periodo in questione. Più approfonditamente, avendo un numero molto vasto di siti da visitare (prima della release "allegra") i più recenti sono stati parcheggiati in questa lista permanente.

Tuttavia, si può non dare eccessivo peso a questa spiegazione in quanto Google, essendo in assoluto il motore di ricerca più utilizzato, deve per forza impegnarsi nel dare risultati quanto più precisi possibile, impiegando diverse tattiche che possono facilmente comprendere una sorta di lista di attesa, senza che questo tuttavia debba forzatamente portare ad un "problema" come Google Sandbox: molti SEO infatti accreditano il fatto che in ogni caso un sito web per essere ben indicizzato ha bisogno comunque di una certa età online.

Evidenza contrastanti hanno di fatto mostrato che alcuni siti creati prima di Marzo 2004 non hanno beneficiato della release di "allegra" mentre altri siti creati attorno a Luglio 2004 sono usciti da Google Sandbox approfittando dell'aggiornamento in questione.
Alcuni SEO hanno avanzato - oltre alla teoria tempo sopra esposta - che i siti venivano sganciati da Google Sandbox solo una volta che era stata creata una certa quantità/qualità  di Link in ingresso.
Questo concetto è noto con il nome di "link aging" - età dei link ed essenzialmente sostiene che  che lo sganciamento dei siti da Google Sandbox dipende dall'età dei link in ingresso.
Questa spiegazione sembra piuttosto accreditabile.

Tuttavia questa teoria del link aging porta una certa confusione in quanto è conoscenza comune ( e non a torto) che uno dei parametri per una buona indicizzazione sia l'età del sito, non quella dei link. Ma una cosa non esclude l'altra: se il sito esiste da un anno ma in questo periodo non ha ottenuto un buon numero di link in ingresso di qualità, sarà difficile uscire da questa lista di attesa.
Ma sono molte le spiegazioni che serpeggiano tra i vari Forum di SEO: alcuni siti si sono salvati  da  Google Sandbox anche  se creati in  Marzo 2004, mentre altri creati in Luglio 2004 ne sono usciti solo in Dicembre ed altri ancora sono rimasti incastrati.

Come sapere se il sito si trova nella Google Sandbox

Sapere se il vostro sito si trova nella famigerata Google Sandbox è abbastanza semplice. Se il vostro sito non appare tra i risultati di Google per le vostre parole chiave o se il ranking è piuttosto deprimente (attorno alla pagina 40 e oltre) ed avete avviato i link i ingresso, ebbene, siete nella Google Sandbox.
Tuttavia attenzione: questa teoria - ribadiamo che di teoria si tratta - distoglie troppo spesso i webmasters dall'obiettivo di una buona ottimizzazione del sito, dall'applicazione delle parole chia ve più corrette e pertinenti, impiegando energie e risorse alla soluzione di un problema che forse problema non è !
Quindi lo ribadiamo ulteriormente, i webmasters devono applicare tutto quanto necessario ad una buona ottimizzazione o rivolgersi a partners professionisti SEO.
SICURAMENTE questo è il metodo migliore per evitare problemi di indicizzazione o posizionamento.

Per questo argomento, potete consultare la sezione che trovate qui 012.

Evitare Google Sandbox

Ammesso che esista e che "funzioni" come sopra abbiano tentato di spiegare, una cosa è certa: si tratta comunque di un filtro sull'algoritmo di ricerca di google che ha una grande influenza sui siti stessi. Anche se alcuni SEO vi diranno che questi effetti sono destinati a finire con il tempo (dunque prima o poi si verrà sganciati dalla sandbox), tuttavia attribuiscono questi effetti all'età del website, mentre la Sandbox non sgancia (solo) i siti più datati ma quelli con il maggior Link Aging.
Questo significa che il tempo che un sito trascorre nella Google Sandbox è direttamente proporzionale a quando si è iniziata la campagna di creazione di link in ingresso di qualità: dunque se non viene fatto nulla in questo senso è probabile che la permanenza nella Google Sandbox sia ...permanente !
Tuttavia se si abbassa la cresta e si creano campagne di link di qualità a lungo termine è quasi certo che si verrà sganciati dalla Sandbox in un periodo che varia tra i 6 mesi e i 12 al massimo.
In altre parole, il filtro lascerà passare sempre di più le informazioni sul vostro sito.
Teniamo presente comunque che l'aggiornamento "Allegra" ha dimostrato come i siti costantemente ottimizzati, appena usciti dal sandbox hanno raggiunto ranking di alta qualità per le parole chiave target.

Ora, alla luce di quanto sopra e in presenza di ottimizzazioni costanti e di valore, possiamo trarre alcune conclusioni.

Strategie SEO per minimizzare la permanenza nella Google Sandbox.

Nonostante quello che alcuni operatori SEO potranno dirvi, non dovete fare nulla di particolare per salvarvi dalla Google Sandbox. Se infatti seguite scrupolosamente le regole dell'ottimizzazione dei siti per i motori di ricerca, applicandone al meglio i principi e le metodologie, non solo minimizzerete la vostra eventuale presenza nella Sandbox, ma assicurerete un ranking di qualità, costante nel tempo, anche ai primi 10 risultati.
Per chiarezza, riassumiamo qui le basi di una buona strategia SEO: tuttavia consigliamo vivamente di appoggiarsi a dei veri professionisti (014)

  • Iniziate a promuovere il vostro sito mentre lo create, non aspettate che sia pronto nella sua completezza. L'obiettivo è di immettere il prodotto sul mercato E POI iniziare a vendere: è l'unico modo per fare business !
  • Create una campagna di link in ingresso a lungo termine in maniera sistematica: ad esempio fissate l'acquisizione di 20 link alla settimana per un certo periodo, o di 10 link al giorno per un periodo più breve. Attenzione: non cascate nella trappola delle "link farm", i cosiddetti hotel dei link: sono siti che ospitano migliaia di link (anche a pagamento !) ma che rappresentano Spam e di fronte ad un breve exploit si cade certamente nell'eliminazione dai data base (altro che Sandbox…!)
  • Non impiegate trucchi, anche se suggeriti da fantomatici operatori SEO: l'algoritmo di google evolve praticamente ogni giorno con lo scopo di qualificare i siti ed eliminare i trucchi.
  • I numeri per il successo sono nella formula 80/20: 80 % dell'ottimizzazione può essere raggiunta con uno sforzo del 20 %. Potete ancora andare oltre ma senza eccedere: gli eccessi portano inevitabilmente all'errore ed alla vanificazione del lavoro svolto !
  • Ad esempio, evitate di investire tempo per l'ottimizzazione di alcuni particolarissimi motori di ricerca: essere presenti con un buon indice sui principali motori, consente un'eccellente traffico ed il relativo elevato tasso di trasformazione.
  • Ottimizzate sempre "per l'utente 026", non per l'Azienda
  • I motori di ricerca, abbiamo detto, sono in continua evoluzione: lavorate "con" il motore non "contro" il motore: non cercate MAI di forzare un motore di ricerca: questo può essere un validissimo alleato se impiegato correttamente, oppure un pericoloso avversario se ci si mette contro.

 

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